Yuri Bettini apriva il secondo numero del 2000 di DEV focalizzando l’attenzione su un argomento che credo molti di noi abbiano rimosso dai propri ricordi. Sul finire degli anni ’90, per accedere a Internet era necessario pagare due cifre distinte: la prima era dovuta al fornitore del servizio, ovvero gli ISP (Internet Service Provider); il resto si pagava alla compagnia telefonica, in base al consumo e alla tariffa stabilita.

Poi, tra il 1999 e il 2000, arrivarono i colossi e iniziò la fornitura di servizi gratuiti, grazie ai quali gli utenti dovevano pagare “solo” il traffico telefonico, comunque elevato. Nell’editoriale, Bettini, rimasto tra i pochi a non avere un indirizzo email del tipo @libero, @tiscalinet, @clubnet.tin.it, @kataweb.it, ricorda l’altra faccia della medaglia: quei giovani pionieri che, anni prima, si erano impegnati e avevano attivato, spesso con grandi sacrifici, i primi punti di collegamento tra i PC degli italiani e Internet.

Come spesso accade, l’arrivo dei colossi ha poi monopolizzato tutto, senza alcun supporto da parte dello Stato (pensarlo oggi sembra follia, ma all’epoca c’era ancora speranza nel welfare) e, perché no, senza un briciolo di gratitudine per quei pionieri.

Mi è piaciuto molto questo editoriale, una pagina romantica che penso vada conclusa snocciolando alcuni nomi, non senza un sospiro di nostalgia: MC-Link, Video On Line, Italia Online, Galactica, Alpikom, Agorà Telematica. In particolare, mi piace ricordare Alpikom, che fu uno dei primi a coprire aree rurali, con tutti i rischi del caso.

Ci lamentiamo di come Airbnb abbia spazzato via piccoli portali settoriali di affitti di case vacanze, o di come Amazon abbia costretto negozi a chiudere… ma purtroppo la storia si ripete. Il colosso attende, arriva, e porta via. Sta a noi avere sempre e comunque dei piani di riserva.

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Last Update: 17 Gennaio 2025